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giovedì 27 settembre 2012

Baking addicted




-Dopo la faticata dello scorso sabato a preparare cupcakes (al cioccolato, alle mele, ai marshmallows) meringhe (bianche o rosa) e biscotti (al cioccolato e non)
-Vista anche la precedente produzione dolciaria volta all'assunzione mattutina e la preparazione di torte di compleanno e non, consumate prima e dopo i pasti dai membri della famiglia


IO sottoscritta
Silvia Picnicinthegarden

prometto solennemente di non sfornare dolci per il prossimo week-end.

Siatemi testimoni, o voi che passate di qua e se qualcuno mi dovesse vedere postare su IG la foto di un qualsiasi prodotto dolciario da me prodotto e' autorizzato a taggarmi nei modi più abbietti (#dattenacalmata #fattenacorsachemejo #edarsialloshopping?)



Confido in voi.

Ciao. Silvia



Foto mie

lunedì 23 luglio 2012

Crostata di pesche paradisiaca!!!


Ciao a tutte, eccomi di ritorno dalla mia refrigerante vacanza in quel di San Candido.
Per addolcire il rientro ho pensato di preparare questa torta (che adorooo!!!), da assaporare lentamente (???) domani mattina a colazione. In realtà una fetta me la sono già fatta fuori stasera, ma solo per accertarmi che la ricetta fosse degna di essere sottoposta ai vostri pregevoli palati! E vi assicuro che lo è, ah se lo è!

Prendete carta e penna...ma che dico? Copincollate, stampate, fate come volete, ma assolutamente provate a fare questa

Crostata di Pesche

Ingredienti

Per la base: 250 g. di farina, 100 g. di burro, 6 cucchiai di acqua fredda, 2 cucchiai di zucchero

Per la crema: 250 g. di mascarpone, 125 g. di ricotta, 2 uova, 50 g. di zucchero, 125 g. di zucchero

vanigliato, 1 cucchiaio di fecola di patate

Per decorare la torta: 600 g. di pesche, 1 cucchiaio di succo di limone, 50 g. di mandorle a lamelle, zucchero a velo q.b.


Accendere il forno a 180°. Con gli ingredienti per la base preparare una pasta morbida e stenderla in una tortiera di 28 cm. di diametro, imburrata e infarinata (altrimenti, come ho fatto io, usate la carta forno), cercando di creare un bordo piuttosto alto. Bucherellare l'impasto con una forchetta e far cuocere in forno fino a che l'impasto inizia (appena appena) ad assumere un colore dorato (circa 20-25 minuti)
Nel frattempo sbucciare e tagliare a spicchi le pesche e irrorarle col succo di limone.
In una terrina mescolare il mascarpone e la ricotta con i tuorli d'uovo, lo zucchero, lo zucchero vanigliato e la fecola. Montare a neve ben ferma gli albumi e incorporarli alla crema, mescolando dal basso verso l'alto.
Versare la crema sulla base e rimettere in forno per altri 10-12 minuti.
Togliere la torta dal forno e guarnirla con gli spicchi di pesca, le mandorle e lo zucchero a velo.
Fare caramellare in forno per 10 minuti.



Avevo trovato l'antenata di questa ricetta su una rivista di arredamento (forse Vivere la Casa) di qualche anno fà, ma l'ho rimaneggiata (migliorata, eheh!) talmente tanto (soprattutto riguardo ai tempi di cottura) che ormai la sento quasi MIA.

Provatela, non ve ne pentirete!

Ciao e a presto...vi devo far vedere le foto della mia vacanza!!! Per chi le ha già viste su IG: portate pazienza, inoltre arricchirò le immagini con interessantissime (!!!) descrizioni dei luoghi visitati! Ciao!

Silvia






sabato 24 dicembre 2011

Che la festa abbia inizio!



Biscotti:
cotti e impacchettati



o invasettati







Panettoncini al marsala: fatti.



Regali: incartati.



Casa: decorata.










Albero: fatto.




Ora non ci rimane altro da fare che percorrere i 300 km che ci separano dal resto della famiglia per trascorrere insieme questi giorni di festa.




Auguri di cuore a tutte coloro che ho conosciuto in questi quasi 8 mesi di blog, a coloro che passano da queste parti silenziosamente ed anche a chi passerà di qui per la prima volta in questi giorni.

Buon Natale.
Silvia


(foto mie)

sabato 12 novembre 2011

La mia ricetta per i bambini di Rocchetta Vara: la torta nera al cacao.






Nelle scorse settimane tra il tanto fango che ha travolto e stravolto il nostro Paese, ho intravisto una possibilità per tutti noi: la solidarietà. Vedere finalmente dei giovani (gli angeli di Monterosso, ma non solo) sulle pagine dei giornali per "meriti sul campo", anzichè per comparsate e granfratellate in televisione, ha riacceso in me una speranza. Credo che questo sia un grande insegnamento, che dovremmo cercare di applicare in ogni ambito.



Anzi, a dire il vero leggendo su La Stampa di questi ragazzi avrei avuto voglia di partire, di andare anch'io a dare una mano, ma per impegni familiari e lavorativi ciò non è stato possibile.


Poi, ieri, ho letto sul blog di Sabina ed Elsa  (grazie!!!) di questa splendida iniziativa alla quale ho subito pensato di aderire.
Tutto è partito da Patrizia del blog La Melagranata che vedendo al TG regionale della Liguria una giovane donna disperata per l'ennesima sofferenza toccata ai bambini di cui si occupa, ha agito trovando un modo per dare loro una mano.


Riporto le parole di Patrizia:

La giovane donna dell’intervista è Paola, una delle responsabili (l’altra è Fiorella)  di una cooperativa sociale di Borghetto Vara, la Cooperativa Gulliver che si prende cura di anziani, disabili e bambini. Questi ultimi erano accolti in due case-famiglia, due comunita educative in cui i ragazzini, già tanto provati dalla vita, potevano trovare calore e speranza per il loro futuro.
L’alluvione della scorsa settimana ha reso pericolanti ed invivibili le strutture, ha trascinato via auto e pullmini per i trasporto di bimbi e disabili, ha spazzato via abiti, giocattoli e scorte di cibo.
Paola e Fiorella hanno messo al sicuro i bambini, di notte, prima guadando un fiume e poi con gli elicotteri, quindi sono tornate quassù per ricostruire, per dare ai bimbi una speranza.
Ho parlato, in questi giorni, con Fiorella, ho ricevuto informazioni e materiale.  Hanno bisogno d’aiuto e questo noi, tutti insieme, lo possiamo dare.

Ho pensato ad un lungo filo di solidarietà,  un filo sottile e formidabile, che passa tra i nostri blog, tra i nostri lettori, tra tutti coloro che vorranno dare il loro contributo direttamente, senza mediazioni e senza dubbi. Un filo sottile e resistente di speranza.


Ecco, allora,  il progetto:  pubblichiamo tante ricette  per i piccoli delle case famiglia.
Siamo sotto Natale, lasciate libera la fantasia, potranno essere dolci o meno, andranno  tutte benissimo!
Forniamo, oltre alla ricetta, le informazioni necessarie perché i nostri lettori capiscano che il nostro è un progetto più ampio, comprendano che la ricetta che hanno letto, e magari conserveranno, ha un valore più grande.


Mettiamo i riferimenti bancari della Cooperativa, chiediamo un contributo di solidarietà, chiediamo di fare il passaparola.
Le ricette, poi, le raccoglieremo tutte, con nomi e link dei vostri blog, e le doneremo a Paola e Fiorella, che le potranno stampare e vendere, destinando il ricavato ai piccoli delle case famiglia.

Ecco i passaggi base di questa iniziativa, dunque:
-       Postate una ricetta per i bambini del Gulliver, chi ha un blog  scriva un post dedicato, che contenga le informazioni necessarie.  Potete partecipare tutti, con o senza blog, con ricette ( una o più!) nuove o già postate. Mettete un link qui sotto, nei commenti, o mandate la vostra ricetta a melagranata@gmail.com entro il 30 Novembre, (se potete! ma non è un contest, non si vince nulla!!) Riusciremo così a creare la raccolta entro Natale! E chissà forse anche a far trascorrere un Buon Natale ai bambini delle case-famiglia!
-       Mettiamo sui nostri blog il banner dell’ iniziativa, linkato a questa pagina.
-       Indichiamo il numero  IBAN della cooperativa, su cui ciascuno di noi, i nostri amici e i lettori dei blog potranno fare una donazione.
Con davvero poca fatica, dalle nostre case,  abbiamo la possibilità di provare a fare proprio tanto, per chi la casa non l’ha più!
Grazie a tutti!
Patrizia


Che altro posso dire? Per me che non ho ancora ben chiaro a che cosa mi serva un blog questa mi pare un'ottima motivazione!

Qui il post di Patrizia.
Questo è il logo dell'iniziativa.



E ora veniamo alla ricetta.
Dunque, non ho mai postato ricette, dato che in genere le prendo da riviste e libri e mi pare doveroso rispettare i diritti degli autori delle stesse. Ho pensato quindi di proporre la ricetta di una torta che da sempre incontra grande consenso nella mia famiglia e che è giunta alla mia generazione per tradizione orale. Anzi no! Mai nessuno mi ha "detto" come andasse fatta: l'ho sempre vista fare a occhio e io stasera a occhio l'ho ripreparata, ma questa volta, eccezionalmente, ho pesato gli ingredienti!


Ingredienti:
  • 200 g. di amaretti
  • 250 g. di biscotti secchi
  • 50 g. di uva sultanina
  • pane raffermo (un panino e mezzo circa)
  • 15-20 g. di pinoli
  • 1 litro di latte
  • 70 g. di cacao amaro
  • 80 g. di zucchero

Sbriciolare gli amaretti, i biscotti secchi e il pane raffermo in una ciotola. Versarvi il latte e lasciare riposare per circa un'ora. Unire l'uva sultanina (precedentemente ammollata nell'acqua), i pinoli, il cacao e lo zucchero. Versare il composto in una tortiera e far cuocere in forno a 200° per circa mezz'ora. Prima di sformarla è necessario attendere che si sia completamente raffreddata.

Mi auguro che vi piaccia.

Ricordatevi la donazione e ...spargete la voce.

Silvia

lunedì 22 agosto 2011

Cominciamo un po': cupcakes e dolcetti!



Ho "rubato" il titolo di questo post alla vulcanica Marina: anche lei, come me, sta setacciando il web a caccia di idee per la festa di compleanno della sua bimba.
Vulcanica è un termine che ben le si addice: conoscete altre blogger che in un solo post riescono a farci stare 3 sfornate di dolci, 4 vestitini cuciti a macchina e ricamati a mano + una fornitura completa di bomboniere?
 Io no! Al suo confronto mi sembra quasi che anche Martha Stewart stia a pettinare le bambole!


Meravigliose queste bavaresi alla rosa, ma penso che non sarebbero reputate degne di essere nemmeno guardate dagli invitati di sesso maschile. Certamente si rifiuterebbero di assoggettarsi ad una tale onta: metterebbero a rischio la loro virilità!



Queste deliziose charlotte ai frutti di bosco mi sembrano invece di difficile "gestione".
Non vorrei dover pagare la lavanderia per tutti gli ospiti!
Andrei sul food molto più "finger".


E queste? Chi ha il coraggio di mangiarle?
Se per miracolo riuscissi a produrre qualcosa di anche lontanamente simile non so se sarei in grado di separarmene così, con leggerezza, dandole in pasto a degli impenitenti mangiatori di schifezze!



Questi assomigliano un po' a quelli della prima immagine e mi sembrano altrettanto laboriosi da fare.
Certo per Marina non sono un problema, ma per me lo potrebbero diventare!



Tortine ai lamponi: belle e già un po' meno elaborate. Se solo i miei figli mangiassero i lamponi!
Potrei sempre prepararli per gli altri invitati.



Le meringhette. Quelle si, le faccio di sicuro!
Mi sono sempre riuscite, ai bambini piacciono e non sporcano (almeno gli abiti).



Fattibili anche le prossime, magari alternando il rosa ad altri colori, sempre per la questione dei maschietti.




Assolutamente si a qualche bicchierino cioccolatoso!




Anche queste crostatine non mi dispiacciono, magari usando la marmellata al posto delle ciliegie (snocciolate, tra l'altro! Quanto ci potrei mettere per snocciolarne tante da produrre una trentina di tortine?) 



Queste con la fragola sono molto belle, ma forse non fanno molto "settembre".






Mentre compivo le mie ricerche ed elaboravo le considerazioni di cui ora vi ho messo al corrente, mi sono imbattuta in questa foto




Cosa ne pensate? Simpatica, per carità, ma forse un po' riduttiva!
Pero' mi ha fatto venire in mente un'idea:  preparare un buffet di dolci, come se fosse una pasticceria, con la festeggiata e le sue amiche che giocano a fare le pasticcere.
Tipo questo progetto di Tilda, preso dal suo libro "Idee in stoffa per la casa":

Foto mia




Ma stiamo a vedere, non so ancora cosa ne pensa la festeggiata!

Silvia


Fonte delle immagini: Tiniwhitedaisies/thebridescafe/dyingofcute.Tumblr

mercoledì 3 agosto 2011

Milano-Parigi e ritorno


Tornando dall'Alto Adige abbiamo fatto una piccola deviazione (con pernottamento) a Milano, la mia città.


E' strano sentirmi in vacanza in questa città, dove per anni ho preso la metropolitana
ogni giorno negli orari di punta per andare all'Università prima e a lavorare poi.


Ora quando vado a trovare la mia famiglia mi posso godere solo il meglio
 di Milano: il week-end!
Mentre i milanesi sono in coda per recarsi in Riviera (so cosa vuol dire: l'ho fatto per anni!), noi  riusciamo tranquillamente ad arrivare a destinazione senza grossi problema di traffico (tangenziale permettendo!)

La prossima foto è per quelli che dicono che a Milano non si vede il cielo, non esiste il sole e blablabla..tutte quelle cose che mi hanno tormentato e infastidito per anni.


Adoro questa mia città così generosa e imperfetta,



che ti dona la libertà di poterti confondere nella folla e non è cosa da poco per chi non sopporta i riflettori. 
Cambi scuola, casa o lavoro et voilà hai una nuova vita davanti, si ricomincia da capo. Divertente, no?
O è forse preferibile l'ambiente rassicurante delle picccole cittadine dove tutti sanno tutto di tutti?




Per chi passa l'estate forzatamente a Milano (e ad agosto ragazzi, la questione si fa dura, ve lo assicuro!)
ho un piccolo consiglio:


fare un salto da



Ladurée Paris.



Il gelato all'amarena con il mezzo macaron sopra non l'avevo mai mangiato
e il colore mi ispirava solo qualcosa di molto scenografico.
Niente di più sbagliato!
Mi ha riportato, come le madeleines Proust, alla mia infanzia, proprio lì, a Milano!
E come una lumaca ho tentato di portarmi via un pezzo di casa mia.


Silvia


Boutique Ladurèe Paris
via Spadari, 6
Milano

Avvertenza: accertarsi che la boutique sia aperta anche in agosto prima di recarvicisi (l'ho detto che è dura!)
Una considerazione: ma com'è che vado a finire sempre sul cibo?

lunedì 4 luglio 2011

La torta di prugne della mamma di Csaba ed il suo tè



Una ricetta rustica, di quelle con le dosi a bicchierate. La mamma di Csaba dalla Zorza usava il bicchiere della Nutella e così ho voluto fare anch'io usando l'ultimo superstite (per ora), quello con la Pantera Rosa. Un sapore semplice, rassicurante, di quelli che ti riportano all'infanzia e che mi ha fatto tornare in mente il libro delle ricette di Maria Rosa (quella del lievito Bertolini) che consultavamo sempre sempre, ogni volta che decidavamo di preparare una torta, che fosse solo di domenica o per qualche ricorrenza.
Adoravo quel libro e Maria Rosa, che si arrampicava sulla sedia per recuperare tutti gli ingredienti e che poi in compagnia del suo cagnolino preparava i suoi dolci prelibati.
Devo assolutamente recuperarlo e fotocopiarlo a colori, fotocopiare ogni macchia panna e cioccolato della ciambella bicolore, ogni macchia di caffè, di uovo, di latte, di farina, di burro, insomma di quei pochi e semplici ingredienti che combinati tra loro e abbinati talvolta alla frutta riuscivano a dare risultati ogni volta diversi.
Il tè invece proviene dal negozio "Csaba che Flamant" di Milano (che nel frattempo ha chiuso) ed è un tè verde melange che si chiama Dejeuner sur l'Herbe: acqua non bollente, pochi istanti di immersione et voilà il gioco è fatto. Ottimo freddo. Per meglio abbinarlo alla torta e a tutto ciò che si porta dietro mi ripropongo la prossima volta di berlo nel bicchiere della Pantera Rosa.

Ciao, ciao.
Buona nuova settimana.
Silvia





mercoledì 18 maggio 2011

Génoises à la fraise.



Dal già mitico (nonostante la giovane età) libro del Cavoletto ecco la mia personale
esecuzione della ricetta delle Génoises à la fraise.


Come al solito la ricetta riunisce tre elementi fondamentali: bontà, gradevolezza estetica
 (non vi fate ingannare dalla foto: le mie tortine erano proprio belle!) e semplicità/rapidità di esecuzione.


Mi costituisco: ecco la versione del Cavoletto!

Riguardo alla leggerezza in questo caso non mi sbilancio, data la presenza di burro e mascarpone nella crema  di copertura (non ho messo il colorante rosso, perchè mi piacevano anche in bianco).
 La prossima volta voglio provare a lasciarle senza copertura. Si presenteranno più o meno così:



Una versione un po' più rustica e molto più light, che comunque mantiene la caratteristica fondamentale (secondo me) di questi dolcetti: l'impressione è quella di mangiare una fragola con un poco di gènoise (appunto) intorno, ma quest'ultima anzichè coprire il sapore della fragola, ne amplifica il gusto.
Insomma consiglio di provarle (soprattutto a chi si è data come obiettivo quello di eseguire tutte le ricette contenute nel suddetto libro).

Ciao (se c'è qualcuno) e alla prossima!

Silvia
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