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mercoledì 3 agosto 2011

Milano-Parigi e ritorno


Tornando dall'Alto Adige abbiamo fatto una piccola deviazione (con pernottamento) a Milano, la mia città.


E' strano sentirmi in vacanza in questa città, dove per anni ho preso la metropolitana
ogni giorno negli orari di punta per andare all'Università prima e a lavorare poi.


Ora quando vado a trovare la mia famiglia mi posso godere solo il meglio
 di Milano: il week-end!
Mentre i milanesi sono in coda per recarsi in Riviera (so cosa vuol dire: l'ho fatto per anni!), noi  riusciamo tranquillamente ad arrivare a destinazione senza grossi problema di traffico (tangenziale permettendo!)

La prossima foto è per quelli che dicono che a Milano non si vede il cielo, non esiste il sole e blablabla..tutte quelle cose che mi hanno tormentato e infastidito per anni.


Adoro questa mia città così generosa e imperfetta,



che ti dona la libertà di poterti confondere nella folla e non è cosa da poco per chi non sopporta i riflettori. 
Cambi scuola, casa o lavoro et voilà hai una nuova vita davanti, si ricomincia da capo. Divertente, no?
O è forse preferibile l'ambiente rassicurante delle picccole cittadine dove tutti sanno tutto di tutti?




Per chi passa l'estate forzatamente a Milano (e ad agosto ragazzi, la questione si fa dura, ve lo assicuro!)
ho un piccolo consiglio:


fare un salto da



Ladurée Paris.



Il gelato all'amarena con il mezzo macaron sopra non l'avevo mai mangiato
e il colore mi ispirava solo qualcosa di molto scenografico.
Niente di più sbagliato!
Mi ha riportato, come le madeleines Proust, alla mia infanzia, proprio lì, a Milano!
E come una lumaca ho tentato di portarmi via un pezzo di casa mia.


Silvia


Boutique Ladurèe Paris
via Spadari, 6
Milano

Avvertenza: accertarsi che la boutique sia aperta anche in agosto prima di recarvicisi (l'ho detto che è dura!)
Una considerazione: ma com'è che vado a finire sempre sul cibo?

mercoledì 25 maggio 2011

La Parigina (secondo Ines de la Fressange)



I segreti delle parigine per essere chic? Vestirsi dimostrando di avere buon gusto e non di essere ricche, indossare abiti con cui  ci si senta a proprio agio, evitando di adeguarsi alla moda del momento.
Questo secondo Ines de la Fressange, icona dello stile parisienne (nonostante sia nata a Saint Tropez) e autrice con Sophie Gachet di questo delizioso volumetto, che ha destato la mia attenzione da uno scaffale della libreria in cui spesso bazzico durante la pausa-pranzo.

La parola d'ordine è: decontestualizzare



Partendo da 7 capi basici, da articolare con accessori più vicini alle tendenze del momento, si arriva a costruire il proprio stile personale.



 
Ines svela poi i suoi indirizzi del cuore, rigorosamente anti-bling, dove fare shopping a Parigi e on-line.


Divertenti le "frasi fatidiche" che accompagnano le descrizioni delle boutiques.
Quella che preferisco riguarda una gioielleria: "Mandaci tuo marito: per quanto cattivo gusto abbia, non ci troverà mai niente di brutto!"




La vostra vecchia maglietta del cuore non ne può più? Fatevela rifare!
Come? Non sapevate che esiste un sito su cui si può ordinare la copia esatta di un capo usato? (Siete proprio italiane! Che figura!)

Il libro è anche prodigo di consigli per organizzare e arredare la casa in stile parigino.

Interessanti anche gli indirizzi riguardanti i più piccoli: abbigliamento, giochi, arredamento, ristoro.

Infine il volume contiene anche una guida ai ristoranti e agli alberghi di Parigi.

Scusate, ma ora vado a comprarmi una Billy, perchè "La donna che non ha ancora una Billy non ha capito niente!" (e io invece voglio capire!) e poi, già che ci sono....brucio le Hogan, che (se ho ben capito)secondo i principi parigini devono essere considerate proprio un'aberrazione (pas chic!)
A mia discolpa posso solo dire che sono comodissime e che i miei piedi vi si sentono a proprio agio.

A Bientot.
 Silvia.


 
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