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lunedì 30 luglio 2012

Un posto magico




Ci sono luoghi che rapiscono per l'atmosfera magica che emanano.
Lì ti puoi sentire fuori dal tempo e felice per ciò che vedi e di cui ti senti parte.

Molti paesi dell'entroterra mi procurano queste sensazioni e Apricale è uno dei miei preferiti.





















Felice settimana a tutte voi!
Silvia

sabato 12 novembre 2011

La mia ricetta per i bambini di Rocchetta Vara: la torta nera al cacao.






Nelle scorse settimane tra il tanto fango che ha travolto e stravolto il nostro Paese, ho intravisto una possibilità per tutti noi: la solidarietà. Vedere finalmente dei giovani (gli angeli di Monterosso, ma non solo) sulle pagine dei giornali per "meriti sul campo", anzichè per comparsate e granfratellate in televisione, ha riacceso in me una speranza. Credo che questo sia un grande insegnamento, che dovremmo cercare di applicare in ogni ambito.



Anzi, a dire il vero leggendo su La Stampa di questi ragazzi avrei avuto voglia di partire, di andare anch'io a dare una mano, ma per impegni familiari e lavorativi ciò non è stato possibile.


Poi, ieri, ho letto sul blog di Sabina ed Elsa  (grazie!!!) di questa splendida iniziativa alla quale ho subito pensato di aderire.
Tutto è partito da Patrizia del blog La Melagranata che vedendo al TG regionale della Liguria una giovane donna disperata per l'ennesima sofferenza toccata ai bambini di cui si occupa, ha agito trovando un modo per dare loro una mano.


Riporto le parole di Patrizia:

La giovane donna dell’intervista è Paola, una delle responsabili (l’altra è Fiorella)  di una cooperativa sociale di Borghetto Vara, la Cooperativa Gulliver che si prende cura di anziani, disabili e bambini. Questi ultimi erano accolti in due case-famiglia, due comunita educative in cui i ragazzini, già tanto provati dalla vita, potevano trovare calore e speranza per il loro futuro.
L’alluvione della scorsa settimana ha reso pericolanti ed invivibili le strutture, ha trascinato via auto e pullmini per i trasporto di bimbi e disabili, ha spazzato via abiti, giocattoli e scorte di cibo.
Paola e Fiorella hanno messo al sicuro i bambini, di notte, prima guadando un fiume e poi con gli elicotteri, quindi sono tornate quassù per ricostruire, per dare ai bimbi una speranza.
Ho parlato, in questi giorni, con Fiorella, ho ricevuto informazioni e materiale.  Hanno bisogno d’aiuto e questo noi, tutti insieme, lo possiamo dare.

Ho pensato ad un lungo filo di solidarietà,  un filo sottile e formidabile, che passa tra i nostri blog, tra i nostri lettori, tra tutti coloro che vorranno dare il loro contributo direttamente, senza mediazioni e senza dubbi. Un filo sottile e resistente di speranza.


Ecco, allora,  il progetto:  pubblichiamo tante ricette  per i piccoli delle case famiglia.
Siamo sotto Natale, lasciate libera la fantasia, potranno essere dolci o meno, andranno  tutte benissimo!
Forniamo, oltre alla ricetta, le informazioni necessarie perché i nostri lettori capiscano che il nostro è un progetto più ampio, comprendano che la ricetta che hanno letto, e magari conserveranno, ha un valore più grande.


Mettiamo i riferimenti bancari della Cooperativa, chiediamo un contributo di solidarietà, chiediamo di fare il passaparola.
Le ricette, poi, le raccoglieremo tutte, con nomi e link dei vostri blog, e le doneremo a Paola e Fiorella, che le potranno stampare e vendere, destinando il ricavato ai piccoli delle case famiglia.

Ecco i passaggi base di questa iniziativa, dunque:
-       Postate una ricetta per i bambini del Gulliver, chi ha un blog  scriva un post dedicato, che contenga le informazioni necessarie.  Potete partecipare tutti, con o senza blog, con ricette ( una o più!) nuove o già postate. Mettete un link qui sotto, nei commenti, o mandate la vostra ricetta a melagranata@gmail.com entro il 30 Novembre, (se potete! ma non è un contest, non si vince nulla!!) Riusciremo così a creare la raccolta entro Natale! E chissà forse anche a far trascorrere un Buon Natale ai bambini delle case-famiglia!
-       Mettiamo sui nostri blog il banner dell’ iniziativa, linkato a questa pagina.
-       Indichiamo il numero  IBAN della cooperativa, su cui ciascuno di noi, i nostri amici e i lettori dei blog potranno fare una donazione.
Con davvero poca fatica, dalle nostre case,  abbiamo la possibilità di provare a fare proprio tanto, per chi la casa non l’ha più!
Grazie a tutti!
Patrizia


Che altro posso dire? Per me che non ho ancora ben chiaro a che cosa mi serva un blog questa mi pare un'ottima motivazione!

Qui il post di Patrizia.
Questo è il logo dell'iniziativa.



E ora veniamo alla ricetta.
Dunque, non ho mai postato ricette, dato che in genere le prendo da riviste e libri e mi pare doveroso rispettare i diritti degli autori delle stesse. Ho pensato quindi di proporre la ricetta di una torta che da sempre incontra grande consenso nella mia famiglia e che è giunta alla mia generazione per tradizione orale. Anzi no! Mai nessuno mi ha "detto" come andasse fatta: l'ho sempre vista fare a occhio e io stasera a occhio l'ho ripreparata, ma questa volta, eccezionalmente, ho pesato gli ingredienti!


Ingredienti:
  • 200 g. di amaretti
  • 250 g. di biscotti secchi
  • 50 g. di uva sultanina
  • pane raffermo (un panino e mezzo circa)
  • 15-20 g. di pinoli
  • 1 litro di latte
  • 70 g. di cacao amaro
  • 80 g. di zucchero

Sbriciolare gli amaretti, i biscotti secchi e il pane raffermo in una ciotola. Versarvi il latte e lasciare riposare per circa un'ora. Unire l'uva sultanina (precedentemente ammollata nell'acqua), i pinoli, il cacao e lo zucchero. Versare il composto in una tortiera e far cuocere in forno a 200° per circa mezz'ora. Prima di sformarla è necessario attendere che si sia completamente raffreddata.

Mi auguro che vi piaccia.

Ricordatevi la donazione e ...spargete la voce.

Silvia

martedì 23 agosto 2011

Robin Hood a Rocchetta Nervina


La settimana scorsa sono stata a Rocchetta Nervina, un piccolo borgo medievale nell'entroterra, per assistere all'annuale rappresentazione del Festival delle Fiabe.
Quest'anno era di scena Robin Hood.


Avevo scoperto 2 anni fà questo splendido paesino, quando avevo assistito a "Peter Pan" in un'atmosfera veramente magica, tanto che quando la bellissima Campanellino diceva di ripetere "Io credo alle fate", lo facevo senza paura di mentire: in quel momento tutto mi sembrava possibile!



Questa volta, forti dell'esperienza passata, abbiamo cenato all'osteria "La pecora nera", che per qualità ed onestà degli osti, già da sola varrebbe il viaggio.


I tavoli erano disposti in una piazzetta deliziosa, in cui si svolgeva una delle scene dello spettacolo itinerante: seguendo il cantastorie ci si imbatte nei vari personaggi, che rappresentano una parte della storia.








Le prove del "quadro" rappresentato nella piazzetta del ristorante


Terminata la cena ci siamo recati nella piazza principale del paese e da lì, attraversato un ponticello, siamo entrati in un altro mondo: quello di Robin Hood.



Ed ecco la gente del popolo che si lamenta per le troppe tasse



e poi dopo varie "stazioni" (al mercato, nelle prigioni, all'osteria...) ecco, sulle rive del torrente, gli amici di Robin Hood


La scena finale si svolgeva nel castello costruito in prossimità del torrente, perfettamente integrato con le costruzioni in pietra del paese,


mentre il pubblico assisteva da una terrazza naturale antistante.



Lo spettacolo era doppio: guardate che meraviglia il paese illuminato per l'occasione!




E alla fine il cattivo è vinto e i buoni vivono felici e contenti, ma (come ha detto il cantastorie) questa è la storia di Robin Hood e la realtà è un'altra cosa.
Silvia

P.S.: consiglio a tutti coloro che trascorrono le vacanze nella Liguria di Ponente di documentarsi sulle attività nei paesini dell'entroterra: ci sono sempre attività molto interessanti e ben organizzate, assolutamente da non perdere! E ci sono anche tantissimi paesini da visitare che nulla hanno da invidiare alla Provenza (tranne forse qualche negozio!)

lunedì 1 agosto 2011

Apricale, Bacì, la rosa e la spina.


"C'erano una volta un re e una regina che desiseravano tanto avere un figlio, ma questo non arrivava mai...."
Sulla prima riga della favola di Rosaspina si basa gran parte dell'omonimo, sognante, dolcissimo spettacolo a cui ho assistito solo poche ore fà ad Apricale (uno dei borghi più belli d'Italia, nell'entroterra di Bordighera).



Interpreti due attori che riescono con pochissimi oggetti  e manipolando diversi pupazzi (rane, fate, il principe e la principessa) a divertire i bimbi e a commuovere i grandi e a raccontare ad entrambi i passaggi della vita.





La rassegna di burattini di Apricale (Baracca, Turacca ...e burattini, dove Turacca è il nome della piazza in cui si svolge) è per me diventata, da qualche anno a questa parte, un appuntamento imperdibile. Probabilmente ci farò un'altra puntatina entro mercoledì (ultimo giorno).
Mentre per chi non ha bimbi è veramente stupendo assistere agli spettacoli itineranti che il Teatro della Tosse di Genova rappresenta ogni anno, sempre ad Apricale e che saranno di scena la settimana prossima con il titolo: "Il castello dei sette peccati".

Ah, dimenticavo! E Bacì?
"La capanna di Bacì" (dove Bacì è un'abbreviazione di Giovanni Battista, nome molto diffuso da queste parti: sti liguri, anche sulle parole riescono a risparmiare!) è il ristorante di Apricale in cui ho cenato questa sera. Tutto veramente buono. Specialità: zabaione con le pansarole! (=frittelle, tortelli dolci, insomma dolci di Carnevale tondi e morbidi, fritti!)


Buona settimana.
Silvia

Per altre informazioni sullo spettacolo teatrale cliccare Teatro del piccione
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